martedì 9 febbraio 2010

Sulla Sofferenza....

" In questi ultimi mesi, dopo difficoltà e lotte terribili, sono stato in grado di comprendere alcune delle lezioni nascoste nel profondo della sofferenza. I preti e le persone che usano frasi prive di sapienza parlano talvolta della sofferenza come di un mistero. Essa è, in realtà, una rivelazione. Si discernono cose che prima non si erano mai intraviste. Si guarda tutta la propria storia da un diverso punto di vista". ( Oscar Wilde)

domenica 7 febbraio 2010

Sii sincero con te stesso...


Shakespeare nell'Amleto scrive: “ Sii sincero con te stesso, e ne seguirà come la notte al giorno che non potrai esser falso verso nessuno”. Capire l' importanza di questo passaggio è il primo passo che possiamo compiere per raggiungere la nostra serenità. Dobbiamo far chiarezza dentro di noi, e capire in primo luogo quale percorso stiamo seguendo e perché. Io ho cercato di farlo proprio oggi, ripetendo dentro di me le motivazioni che mi hanno spinto a praticare questa antica disciplina. L' analisi è nata dopo che al termine di una sessione, mi sono trovato a perdermi in numeri e risultati senza senso. Tutto ciò mi ha fatto ricordare che quello che stavo cercando non era un numero ma l'elevazione della mia spiritualità, l'abbandono del pensiero occidentale che si basa sul puro controllo delle cose. Al termine di questa riflessione mi sono alzato, ho raggiunto la mia biblioteca, ed ho riletto alcuni passi contenuti in un libro di Kyudo. Nella prima pagina c' era scritto:“Intraprendilo non per imparare a farlo e, successivamente per eccellervi, ma, piuttosto, per ricevere da esso un' influenza spirituale per mezzo dello sviluppo del carattere e dell'auto-controllo”. La risposta è sempre stata alla mia portata proprio sopra la mia testa. La prima cosa che ho fatto è stata quella di eliminare ogni riferimento a risultati conseguiti all' interno del mio blog, al fine di evitare che la mente possa trovarsi a vivere nel passato. Essere sinceri con se stessi può sembrare ovvio ma quasi nessuno riesce a farlo con costanza. E' per questo che nascono conflitti interiori dolore e sofferenza. L' atteggiamento migliore è quello di riuscire ad accettare ciò che siamo senza cercare di evitare i problemi o trovare scuse per i nostri comportamenti. Non subire passivamente ma riuscire a vivere guardando le cose con obiettività. Ogni volta che ci confronteremo con noi stessi obiettivamente ne ricaveremo un' immenso beneficio allargando l' orizzonte del nostro sguardo interiore. Possiamo aiutarci con la meditazione per ristabilire la calma necessaria a far fronte ad un sereno confronto.

“..E' come scalare una montagna: più saliamo e più l' orizzonte si spande, accogliendo tutto ciò che c' è in basso. Ogni passo più in alto, ogni momento di pratica, amplia la visione. Più vediamo, più l' orizzonte è ampio, e più sappiamo cosa fare, quale azione intraprendere.”

venerdì 5 febbraio 2010

L' Amicizia

Leggendo una frase di Epicuro mi sono soffermato a riflettere su che cos' è l' amicizia ed a quale significato ha assunto con il passare degli anni. Vi scrivo la frase: "L' amicizia è nata dall' utile, ma essa è un bene per sé. l' amico non è chi cerca sempre l' utile nè chi non lo congiunge mai all' amicizia: giacchè il primo considera l' amicizia come un traffico di vantaggi, il secondo distrugge la fiduciosa speranza di aiuto che è tanta parte dell' amicizia" (Epicuro).



giovedì 4 febbraio 2010


"La tua mente è come quest' acqua quando viene agitata diventa difficile vedere, ma se le permetti di calmarsi la risposta ti appare chiara."

mercoledì 3 febbraio 2010

NUOVA GRAFICA ARCHERY AND ZEN

Vorrei ringraziare Azzurra che ha creato il nuovo Template di Archery And Zen. E' stata bravissima cogliendo subito quello che volevo trasmettere con questo Blog. Vi consiglio di andare a vedere il suo Blog.

GRAZIE AZZURRA

venerdì 29 gennaio 2010

Il Volo della freccia

Il volo della freccia è l' intenzione che si proietta nello spazio. Una volta che è stata scoccata, non c'è più nulla che l'arciere possa fare, tranne osservarne la traiettoria in direzione del bersaglio. Quando l'arciere tende la corda, può vedere il mondo intero dentro il suo arco. Quando segue il volo della freccia, questo mondo gli si avvicina, lo accarezza, dandogli la perfetta sensazione di aver compiuto il proprio dovere.

(Paolo Coehlo da "Il guerriero della luce")

video

Buona giornata Zen.

giovedì 28 gennaio 2010

LASCIARE CHE LE PERSONE SI ESPRIMANO


Vorrei aggiungere qualche riga al mio post precedente:

Uno degli insegnamenti più importanti della filosofia Zen è quello di evitare di imporre la propria volontà sugli altri con l'intento di governare i loro sentimenti. Sono azioni o pensieri che le persone possono compiere anche inconsapevolmente. Un esempio classico può essere quello dei genitori che cercano di disegnare la strada del figlio soffocando le sue aspirazioni. Possiamo vivere questo momento anche sulla linea di tiro attraverso il movimento del rilascio.

Nel Tiro con l'arco la parte centrale dell' arco dove c'è l' impugnatura viene tenuta dritta con il braccio sinistro. L' arco viene tenuto con delicatezza come se avessimo un fiore nella mano. L' impugnatura non deve essere troppo stretta perchè altrimenti il fiore morirebbe ma nemmeno troppo aperta perchè altrimenti scivolerebbe via.
La mano sinistra disegna una "Y" con l'indice ed il pollice che attraverso la trazione della corda permette all' arco di posizionarsi ad incastro nella mano sinistra senza per questo che questa stringa l'arco. In particolar modo nel tiro olimpico una corda chiamata dragona lega il polso dell'arciere all' arco. Questo accorgimento permette al momento del rilascio della freccia di lasciare che l'arco esca dalla sua posizione all' interno della mano disegnando una parabola verso il basso fermando lo strumento prima che questo tocchi terra.
In pratica l'arciere lascia che l'arco si esprima appieno, senza negargli la sua strada ed intervenendo soltanto per recuperarlo al termine della sua corsa.
Buona giornata Zen a tutti
ALEX

mercoledì 27 gennaio 2010

"L' illusione di potere sui sentimenti degli altri è una chimera fatale"
(Sheldon B.Kopp)

sabato 23 gennaio 2010

Il SAMADHI

**SAMADHI**

Quando il pensiero si ferma su ciò che stiamo facendo, in uno stato di massima concentrazione è possibile provare un momento di totale sintonia con l' oggetto della nostra attenzione. Questo momento può essere vissuto all' interno della meditazione ma può essere favorito anche dalla pratica di un' attività nobile come il Tiro con l'arco. Quello che stiamo provando è il SAMADHI. Si tratta di una pratica nella quale riusciamo a vivere totalmente nel presente, nell'attimo stesso in cui esistiamo. Non di rado accade che ci soffermiamo a ciò che saremo nel futuro o a che cosa potremmo avere o fare. Questa attività è svolta dalla nostra mente che esercita un filtro su ciò che siamo, sognando qualcosa di migliore. Nella pratica dello Zen la persona vive nel presente accettando ciò che la vita è, in quel preciso momento. Il fondersi totalmente in questa attività porta al SAMADHI. Durante la meditazione la nostra attenzione viene costantemente riportata ad uno stato mentale di qui-e-ora, attraverso alcuni sistemi che agevolano la concentrazione ad esempio la respirazione.
Vorrei raccontarvi una storia:
"Un giorno un ragazzo iniziò a tirare le sue prime frecce con il sua arco nuovo. Era ragazzo in gamba e i risultati non tardarono ad arrivare. In quel momento il ragazzo diventò consapevole che avrebbe potuto ottenere di più e smise di pensare alla freccia che stava lanciando, iniziando a pensare al punteggio che gli sarebbe stato utile in quell' occasione. Il ragazzo si lascio prendere dalla fretta delle sue giornate arrivando a lanciare le sue frecce in poco tempo, giusto per vedere il risultato anche se lui ne era inconsapevole. L' attenzione in breve passò dalla respirazione al bersaglio e la concentrazione svanì lasciando ampio spazio alla fretta ed al nervosismo. Il ragazzo non sapeva quale fosse il problema e non si dava pace. Una sera però, arrivato come sempre in palestra, preparò con calma il suo arco e si diresse alla linea di tiro. A quel punto si fermò. Rimase sul posto ed ascoltò il suo respiro. Una volta ristabilita la concentrazione puntò il mirino sul bersaglio inspirando. Dopo pochi secondi espirò tutta l'aria che aveva immagazzinato tirando contemporaneamente la corda in modo lento ma continuo. Al momento giusto l'asciò la corda dolcemente rimanendo fermo con il braccio sinistro in direzione del bersaglio.
Da quel momento il SAMADHI non fu più un mistero per lui".
"Il saggio non sa di un mondo esterno da tenere fuori o di un mondo interno da esplorare. E' il mondo intero che si rivela, anche con gli occhi chiusi né interno né esterno". Maestro Zen Thich Nhat Hanh

venerdì 22 gennaio 2010

Campionato Regionale 2010



Domenica scorsa mi sono ritagliato qualche ora per vedere una manifestazione che era da tempo che volevo vedere. Si tratta dei campionati regionali di Tiro con l'arco. Sono arrivato a Ponte Buggianese in tarda mattinata, giusto in tempo per vedere qualche tiro delle qualificazioni della mia squadra. Nessuno di noi pensava che qualcuno dei nostri passasse alle eliminazioni dirette ed io mi stavo preparando per vedere le eliminatorie maschili nella speranza, un giorno, di poter partecipare all' evento. Finite le qualificazioni la notizia....una nostra allieva si è qualificata per le eliminatorie. Si tratta di una ragazza che promette bene e così dentro di me penso:" guardo questo scontro e poi torno a vedere la selezione maschile". Il punteggio finale è un successo la nostra allieva nonostante lo svantaggio iniziale termina in parità dopo le classiche 12 frecce. 106 a 106. In questi casi il regolamento prevede uno spareggio tirando una freccia a contendente. Chi fa il minor punteggio viene eliminato. Pronti via..... Ancora parità!...Siamo tutti visibilmente soddisfatti. La gioia e grande anche perchè l'avversaria ha partecipato ai campionati italiani di qualche anno fa. Ancora un tiro....via....Al termine del secondo spareggio usciamo vincitori. La nostra allieva vince. E' una ragazza molto timida ma si vede che esulta con gli occhi. Sfortunatamente l' esperienza non la aiuta nella semifinale che perde forse per la paura di essere arrivata così in alto nella classifica. La cosa curiosa è ero andato per vedere i vati Tessitore, Cheloni, Gargari ed invece ho finito per appassionarmi alla gara Femminile. Nessun rimpianto mi sono davvero divertito e spero di poter ripetere l'esperienza. Ciao Alex

I miei amici

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